Cosa fare e cosa non fare se il tuo bimbo ha le coliche!

Le coliche nei neonati sono l’incubo di tutti i neo-genitori, consapevoli delle notti in bianco che li aspettano. Sebbene le coliche si risolvono spontaneamente dopo i 3 mesi di vita del neonato, è possibile tranquillizzare il piccolo seguendo alcuni consigli:

Per coliche del neonato si intende una sindrome tipica del lattante il quale è affetto da crisi di pianto disperato e inconsolabile, scatenate da un forte dolore addominale. Riconoscere che si tratta di colichette è facile: per definirsi tale, il bebè dimostra episodi di pianto prevedibili, più o meno nello stesso momento della giornata e per più di tre ore in modo intenso e con una postura rannicchiata, con gambe e pugni serrati e, spesso, episodi di flatulenza.

Le colichette colpiscono quasi il 25% dei bambini; di norma iniziano alcune settimane dopo la nascita e spesso migliorano prima dei tre mesi. In genere ne soffrono i bimbi podalici e/o quelli nato con parto cesareo, in quanto hanno i muscoli della schiena e del bacino rigidi e tesi, ma vi sono altre cause come la presenza di gas nelle anse intestinali determinata da un’eccessiva ingestione di aria durante il pasto o da produzione di aria intestinale o un alterato equilibrio tra i batteri che compongono la flora intestinale . Altre ipotesi chiamano in causa l’allergia alimentare al latte vaccino.

La prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra, che, dopo aver visitato il bambino, deciderà se somministrare dei farmaci come i farmaci antimeteorici, anticolinergici o probiotici o se somministrare preparati erboristici, sciroppi o tisane a base di finocchio, camomilla o anice verde.

Se non si vogliono somministrare farmaci, ci sono alcuni consigli che possono facilitare la risoluzione delle crisi di pianto del bimbo:

• cullare il bambino: per cercare di calmare il bambino può essere utile cullarlo appoggiandolo sul braccio, a pancia in giù, reggendogli la testa con il palmo della mano e con l’altra mano, toccare la schiena del piccolo. La pressione sulla pancia è infatti in grado di alleviare il disagio delle coliche;

• avvolgere il bambino con una coperta o scaldare il pancino del piccolo con una borsa di acqua calda;

• massaggiare dolcemente, con movimenti circolari, il pancino del neonato per aiutare la risoluzione delle coliche gassose;

• il ciuccio: i neonati, si sa, hanno un forte istinto per la suzione. Se il ciuccio calma le coliche del tuo piccolo, usa questo strumento;

• movimento: fasciare il bimbo e sottoporlo ad un movimento ondulatorio può aiutare il piccolo a calmarsi, poiché questo movimento ricorda quello a cui era abituato nel grembo materno;

• il ruttino: un bambino che piange può ingoiare un sacco di aria, che può solo peggiorare le coliche. In questo caso, la soluzione è metterlo nella classica posizione con la testa appoggiata alla tua spalla, e dargli qualche colpetto sulla schiena per aiutarlo a fare il ruttino.

meno latte, ma a intervalli più ravvicinati. In alcuni casi dare da mangiare al bambino con maggior frequenza e diminuendo le quantità può essere d’aiuto.

Cosa, invece, non fare in caso di colichette:

• nel caso il bambino sia allergico al latte vaccino, la madre che lo allatta al seno dovrebbe evitare di assumere latte di vacca (e derivati) durante tutto il periodo di allattamento. Per l’alimentazione del neonato allergico al latte vaccino e che non può essere allattato al seno dalla madre, sono state studiate apposite formulazioni ipoallergeniche che suggerirà il medico;

• alimentazione mamma: se la mamma allatta al seno il suo bambino, si consiglia di solito una dieta di eliminazione, che prevede di togliere non solo il latte e i suoi derivati, ma anche altri alimenti potenzialmente allergizzanti, come uova, pesce, frutta secca;

• biberon: se il bambino è allattato al biberon, per alleviare le coliche si può provare con un latte più digeribile, con basso contenuto di lattosio, proteine lievemente predigerite e una discreta quantità di prebiotici, come i galatto-oligosaccaridi e fruttoligosaccaridi.

Le coliche cominciano a manifestarsi in genere verso la 4-5 settimana di vita e si tratta di un problema di maturazione del neonato, ossia, si riducono spontaneamente dopo i 3 mesi, fino a cessare del tutto. L’importante è affrontare la situazione con calma, cercando di non agitarsi e trasmettere ansia al bimbo, e rivolgersi al pediatra se non si riesce a calmare il piccolo.